C’è un segmento dell’economia italiana che ha retto gli scossoni fatti segnare dalla pandemia. Si tratta della filiera Food & Beverage, la quale ha visto una crescita persino nel 2020 facendo segnare un +0,8%: un dato impressionante a fronte del -8,9% generale.

Le previsioni per il 2022 parlano chiaro e raccontano di un mercato che non si limiterà a essere solamente resiliente. È infatti auspicata una crescita del 6,3% rispetto al periodo pre-pandemia, a fronte di un andamento generale che tende verso il +3,7%. 

In questo articolo vi raccontiamo qualcosa di più sulle tendenze di un mercato che ha saputo essere all’altezza delle difficoltà e che si conferma come uno dei protagonisti dell’economia nazionale.

Il quadro generale del Food & Beverage

Il Food & Beverage si caratterizza per la presenza di oltre 1 milione di aziende e vale oltre 460 miliardi di euro, per un totale di oltre 2 milioni di addetti ai lavori.

Si tratta di un segmento piuttosto variegato, che vede un’ampia presenza di ditte individuali e di PMI: il 91% ha meno di 5 persone che vi lavorano. La presenza è soprattutto nel Meridione, isole comprese. 

La maggior parte degli scambi interessano il settore export. Nel 2021 i mercati principali sono stati Germania, Francia e Stati Uniti, capaci di generare da soli circa 52 miliardi di fatturato, per un totale di oltre un terzo degli introiti complessivi.

I cambiamenti della sostenibilità

Uno dei trend più attesi nell’ambito del Food & Beverage è indubbiamente la sostenibilità. Un obiettivo che le imprese del Made in Italy sono chiamate a realizzare nell’ottica di emissioni sempre più vicine allo zero e che necessariamente si trova a fare i conti con un problema importante: la questione energetica in seguito ai cambiamenti in corso con l’inizio della Guerra in Ucraina.

Gli investimenti per le PMI sono importanti, motivo per cui sono previste situazioni di rischio per oltre 9.000 aziende e la risposta con nuove aggregazioni aziendali, in grado di portare un consolidamento sul mercato e in particolare in quello dell’export. Un fenomeno che si è già iniziato a verificare nel 2021.

L’incidenza dei prezzi

Una delle variabili che sono considerate dagli analisti maggiormente incidenti nel 2022 è il prezzo dei prodotti, più che negli ultimi anni, almeno. Questo a causa dell’aumento dei costi dell’energia, dei trasporti, delle materie prime, arrivato a toccare picchi impressionanti i quali potrebbero non aver raggiunto l’apice.

Per le aziende sarà sempre più necessario avere al proprio interno una figura quale quella del Food and Beverage Manager, un professionista specializzato nella gestione, nell’organizzazione e nella realizzazione di un buon bilanciamento qualità/prezzo. Una ruolo centrale anche nella gestione degli imprevisti, un aspetto che appare cruciale per la produttività delle aziende nel 2022.

Food & Beverage, gli ambiti per cui è prevista la crescita

Secondo le previsioni il comparto trainante per la crescita delle imprese del Food & Beverage sono le realtà specializzate nella prima trasformazione, già protagoniste negli anni più bui della pandemia. Non meno impattante il segmento delle bevande, nonostante le difficoltà che interessano il mondo della ristorazione ancora oggi.

È contemplata una crescita, inoltre, per l’agricoltura, la distribuzione, l’ambito alimentare in generale. A fare eccezione il solo allevamento, per il quale si preannuncia un -2,2%.

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