Il ginepro è una pianta diffusa lungo lo Stivale e presenta una lavorazione storica. A seconda del territorio di riferimento, ha caratteristiche differenti a livello aromatico e olfattivo, riuscendo, con le sue bacche ma anche le foglie e persino il tronco, a sprigionare emozioni diverse.

Il ginepro sta alla base del Gin, un distillato di mosto che vede la fermentazione di cereali come frumento, orzo e granturco, aromatizzati proprio con il ginepro nonché note quali spezie, agrumi, bacche e ulteriori ingredienti: i cosiddetti botanicals. La gradazione va dai 37,5 ai 50 gradi.

Oggi il Gin in Italia sta conoscendo una stagione interessante, sia per la diffusione del liquore e la declinazione in diversi cocktail, sia per quanto riguarda la produzione su scala nazionale. 

Il motivo di questa tendenza è da ricercare nel fatto che si tratta di una bevanda che presenta una nota gioiosa e delicata, capace di dare ogni volta profumi differenti, con altrettante sensazioni in grado di coinvolgere l’intero mondo sensoriale. 

Le origini del Gin

All’origine del Gin, in Italia ma anche nel resto del mondo, è la cultura monastica. Sono stati, infatti, proprio i monaci a realizzare le prime prove che vedono l’interazione di alcol e ginepro. Qualcosa di attuato per scopi di conoscenza erboristica e medicinale, viste le proprietà riconosciute fin dall’antichità al ginepro a livello antinfiammatorio.

I primi esperimenti pare risalgano ai monaci amalfitani, anche se è necessario aspettare il Seicento per la creazione del primo distillato, a opera di un certo Dottor Silvius. Stiamo parlando del Genever, utilizzato presso i marinai olandesi come tonico e medicinale.

Il Genever, diventato poi Geneva e Gin, si è trasformato presto come bevanda alcolica, diffondendosi in tutto il mondo con un successo convincente allora come oggi. I Paesi dove è più consumato sono Regno Unito e Stati Uniti, luoghi in cui è forte in particolare la richiesta di prodotti artigianali. In tal senso, risultano molto apprezzati i gin Made in Italy, sia per le importanti qualità organolettiche, sia per il valore aggiunto dal punto di vista del gusto nonché le tante varietà a disposizione.

I diversi tipi di Gin

Il Gin si trova comunemente catalogato secondo tre tipologie:

  • London dry gin. Classico, minimale e poco aromatico.
  • Old Tom Gin. Un distillato che sta attraversando un momento di riscoperta, addolcito con sciroppo di zucchero. Da monitorare perché oggetto di innovazioni.
  • Sloe Gin. Si tratta di un prodotto spinoso, ovvero di un liquore a base di gin aromatizzato con bacche di prugne selvatiche. Un Gin molto presente in Italia e che conquista sempre più il palato.

Il movimento del Gin in Italia

Il Gin in Italia sta attraversando una crescita costante, dal punto di vista della preferenza come della produzione all’interno delle aziende locali. 

Del resto, come abbiamo accennato, è una bevanda che presenta una storia antica e molteplici peculiarità a livello regionale, diffusa nel Meridione e non solo. Il Gin era prodotto dagli storici marchi nostrani secondo una qualità che, però, non risultando certificata, non poteva competere con quella internazionale. 

Attualmente è in atto una riscoperta del Gin, forte di un contesto culturale e tradizionale che non è andato perduto. A essere valorizzate sono soprattutto le materie prime locali, nel segno di una produzione artigianale e in un trend in cui a fare la differenza sono proprio i botanicals.

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